D.O.C. o Denominazione di origine controllata Sigla che viene attribuita, per decreto del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, a quei vini la cui produzione è regolamentata da norme che ne definiscono le caratteristiche. Il vino nel corso del processo produttivo è analizzato da un'apposita commissione che stabilisce se è conforme alle caratteristiche qualitative specificate dal regolamento.
Le caratteristiche che designano un vino DOC sono varie e comprendono la denominazione di
origine, la zona di produzione, le uve che devono o possono essere impiegate, la resa massima di uva per ettaro, la loro gradazione alcolica minima naturale e la gradazione alcolica minima complessiva. Nei vini DOC devono inoltre essere definite le caratteristiche del vino fisico-chimiche e organolettiche; le condizioni di produzione legate alle caratteristiche ambientali (per esempio l'indicazione dell'idoneità alla vinificazione solo per le uve coltivate oltre e/o entro una certa altitudine); le forme di coltivazione; il divieto di alcune pratiche produttive; l'eventuale periodo di invecchiamento minimo.

 ALTRE DENOMINAZIONI 

La denominazione DOC può essere completata, secondo le caratteristiche del vino, da una delle seguenti menzioni: DOCG (denominazione di origine controllata e garantita); VQPRD (vini di qualità prodotti in regioni determinate); VSQPRD (vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate); VFQPRD (vini frizzanti di qualità prodotti in regioni determinate); VLQPRD (vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate). Alla sigla che contraddistingue il vino, possono anche essere aggiunti nomi di unità geografiche che aumentano il prestigio del vino (comune, frazione, fattoria, podere, vigna).

                                                               
 d